A partire dal 28 giugno 2025, tutte le aziende che dispongono di un sito web o offrono prodotti e servizi digitali dovranno adeguarsi all’European Accessibility Act (EAA), la direttiva europea nata con l’obiettivo di rendere accessibili i contenuti digitali alle persone con disabilità.

Un obbligo che riguarda da vicino anche le PMI italiane, spesso inconsapevoli di rientrare nei soggetti tenuti a rispettare la normativa. In questo articolo, ti spieghiamo chi deve adeguarsi, quali sono i rischi in caso di inadempienza e come mettersi in regola in modo semplice e rapido.


Chi è obbligato ad adeguarsi all’EAA?

Questo significa che la stragrande maggioranza delle PMI italiane che operano online dovrà assicurarsi che il proprio sito sia conforme ai criteri di accessibilità stabiliti a livello europeo.


Cosa si rischia se non si è in regola?

L’EAA non è una semplice raccomandazione, ma una normativa vera e propria. Le sanzioni per la mancata conformità possono essere piuttosto pesanti:

  • Fino al 5% del fatturato annuo per le aziende più strutturate
  • Sanzioni da 2.500€ a 40.000€ per le PMI
  • Oscuramento del sito web o rimozione dell’app dagli store digitali.

Oltre ai rischi legali ed economici, non conformarsi significa escludere una parte importante di utenti e clienti potenziali, in un contesto in cui l’inclusività digitale è ormai centrale.


Come adeguarsi in modo semplice e veloce?

Per semplificare l’adeguamento all’EAA, è oggi disponibile un widget installabile sui sito web, che monitora e aggiorna quotidianamente il livello di accessibilità dei contenuti.

È una soluzione smart, leggera e non invasiva, che consente di intervenire in modo mirato e mantenere il sito costantemente allineato agli standard richiesti.


Non aspettare l’arrivo delle sanzioni: agisci ora

Se la tua azienda rientra tra i soggetti obbligati, non rimandare.
Contattaci per scoprire come metterti in regola con l’EAA in modo rapido, efficace e senza stravolgimenti.


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